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Brindisi: Informazioni utili

La provincia di Brindisi segna il passaggio tra la Terra di Bari ed il Tavoliere di Lecce, pur essendo già a pieno titolo parte della penisola salentina.

L’entroterra da sempre è legato allo sviluppo del capoluogo ed ai suoi commerci marittimi. Il porto di Brindisi, infatti, era importante già ai tempi dell’Impero romano per le relazioni con l’Oriente. Questo scalo naturale ha costituito quasi un passaggio obbligato per i romani, per i crociati e per i mercanti veneziani. La compagnia “Valigia delle Indie” a fine ‘800 scelse questa città per i collegamenti ferroviari marittimi con l’Oriente ed oggi continua ad essere per l’Italia il porto migliore per i rapporti con la Grecia.

Tra i molteplici complessi turistici della costa, emerge la splendida ed incontaminata oasi protetta di Torre Guaceto, particolarmente indicata per chi ama il contatto con la natura.

Archeologia

Il patrimonio archeologico rappresenta uno degli altri più significativi motivi di interesse turistico-culturale di questa provincia, tutta da scoprire. Posizione geografica e condizioni climatiche favorevoli hanno reso questo lembo di terra luogo ideale per gli insediamenti umani sin dalla più remota antichità. Tale passato riaffora nelle mute testimonianze dei reperti archeologici: dall'antica Egnatia, i cui resti ben conservati giacciono in una radura sulla costa di Fasano; alla donna di Ostuni, la straordinaria sepoltura di una giovane donna partoriente risalente a circa 25 mila anni fa, rinvenuta nella grotta di S. Maria di Agnano e attualmente custodita nel Museo di civiltà preclassiche della Murgia meridionale di quella città all'area archeologica di "Muro Tenente" di Mesagne, alle altre numerose persistenze disseminate su tutto il territorio. Custode della memoria storica della Provincia è il Museo Archeologico Provinciale "F. Ribezzo" di Brindisi.

I Castelli

Nella diversità delle testimonianze custodite, le fortificazioni costituiscono per la Terra di Brindisi l'espressione più significativa dell'architettura civile, erette e successivamente rimaneggiate con il primario obiettivo di proteggere una terra esposta ad incursioni e scorrerie. I castelli, nella molteplicità di tipologie, erano anche le "domus" deputate a luoghi di riposo, di caccia, ad incontri d'amore dei dominatori che numerosi si sono succeduti su queste terre, lasciando tracce incancellabili del loro ambizioso potere. Federico II, il mitico puer Apuliae, ha impresso il segno del suo carisma a Brindisi nel poderoso Castello di Terra, così definito per distinguerlo dall'altra fortezza posta a difesa del porto Brindisino per volontà di Ferdinando I di Aragona, ed a Oria, ove, abbarbicato sulla antica acropoli messapica, appare un possente maniero, monumento simbolo del sovrano svevo.
L'itinerario alla scoperta dei Castelli scopre in ogni città e in ogni borgo una torre, un bastione, un maniero. A Ceglie Messapica la rocca dei Sanseverino svetta con le numerose torri tra le bianche case del popolo; Carovigno si stringe attorno a quel baluardo dalla singolare torre a mandorla, voluto nel XV secolo dal principe di Taranto Del Balzo Orsini per proteggere l'antico casale dalle incursioni Saracene; a pochi chilometri, San Vito dei Normanni esibisce nella sua piazza principale il Castello edificato nel XII secolo per volontà di Boemondo d'Altavilla e più volte rimaneggiato sino ad assumere l'odierna fisionomia quattrocentesca.
Castelli o splendidi palazzi fortificati compendiano la storia feudale di Mesagne, Francavilla Fontana, Cellino San Marco, Torre S. Susanna, Villa Castelli. Segni dell'incastellamento del territorio sono anche le torri costiere che numerose punteggiano la costa brindisina: sono i resti di quel sistema di 431 fortificazioni facenti parte della linea difensiva innalzata nel XVI sec. nel regno di Napoli, per difendere le coste dai pirati.

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